Palazzo Marietti

I resti del Lazzaretto in un cortile privato

Il Lazzaretto (LINK) fu il luogo di tristezza e raccoglimento per eccellenza durante le varie epidemie di peste, fino a quella del 1630 che Alessandro Manzoni (LINK) avrebbe consegnato ai Promessi sposi. Spenta nel 1632 l’ultima, il grande recinto fuori Porta Orientale fu adibito a vari scopi: da caserma e sede della scuola di veterinaria a cortile per le feste repubblicane portate dai francesi nel 1797, fino all’utilizzo delle camere come veri e propri dormitori per operai e meno abbienti. L’Ospedale Maggiore (LINK), proprietario del complesso, le affittava a ferrovieri, ortolani, lavandai, maniscalchi e fabbricanti di ghiaccio: nel 1881 il Lazzaretto fu venduto all’asta alla Banca di Credito Italiano per 1.803.690 lire, e nella primavera del 1882 fu definitivamente destinato alla demolizione.

Il governo chiese soltanto un rilievo e la conservazione di un breve tratto, quello che resiste ancora in via San Gregorio (LINK). Tutto il resto diventò una cava, e al momento dell’addio fu possibile accaparrarsi interi pezzi di quello che era stato il porticato. Famiglie come i Bagatti Valsecchi (LINK) o i Borromeo (LINK) custodirono spezzoni di un certo pregio nelle proprie dimore. Altre arcate e colonne finirono al Sacro Monte di Varese, nella casa di Lodovico Pogliaghi, lo scultore della porta centrale del Duomo, e nel cortile di Palazzo Luraschi (LINK), che in corso Buenos Aires insiste proprio sui terreni del Lazzaretto.

Uno di questi tratti, per la precisione composto da quattro arcate con frontone annesso, è oggi conservato nel secondo cortile di Palazzo Marietti, nel cuore delle Cinque Vie. Di origini quattrocentesche (della prima costruzione restano soltanto il portico su colonne toscane del cortiletto e tre salette con soffitti a cassettoni), il palazzo è stato rifatto in stile neoclassico nell’Ottocento, con il bugnato al piano terra, il balcone sopra il portone e le alte lesene corinzie dei due piani superiori. Appena a pochi metri, la strepitosa Cripta di San Sepolcro (LINK).

Il frammento del Lazzaretto vi fu rimontato nel 1882. Se ne sta lì bel bello, appoggiato a un anonimo muro interno, probabilmente sconosciuto anche agli stessi inquilini. Ma a ricordarne la storia e guardarlo, un brividino lungo la schiena corre eccome. L’accesso al cortile di Palazzo Marietti è consentito previo permesso di custode e amministratore, ma non è possibile scattare fotografie.

Send listing report

This is private and won't be shared with the owner.

Your report sucessfully send

Appointments

 

 / 

Select menu by going to Admin > Appearance > Menus

Sign in

Send Message

My favorites

Application Form

Claim Business

Share